Menopausa: grande successo per l’incontro Generazione 40+

22 ottobre 2026

Sono le malattie cardiovascolari, e non il tumore al seno, la prima causa di morte per le donne in Europa. E il rischio cresce proprio dopo la menopausa, quando viene meno la protezione degli estrogeni. Molte donne, però, lo ignorano.


È uno dei dati emersi a «Generazione 40+ – La salute si gioca d’anticipo», la serata informativa promossa dal Centro Medico Esperia e coordinata da Cristina Bortolin, responsabile operativa del Centro, che si è svolta mercoledì 21 ottobre al Casello di Guardia di Porcia con il patrocinio del Comune. Oltre sessanta persone hanno seguito gli interventi di una ginecologa, una cardiologa, un endocrinologo, una dietista e un’esperta di medicina narrativa. Il filo conduttore era un messaggio preciso: la menopausa non va subita ma preparata, e fare prevenzione oggi significa vivere meglio domani.

La serata si è aperta con i saluti di Adriana Checchin, assessora al Benessere sociale e ai Servizi alla comunità del Comune di Porcia, che ha portato il benvenuto dell’Amministrazione comunale, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.


I relatori di «Generazione 40+» con Cristina Bortolin (al centro), responsabile operativa del Centro Medico Esperia.


Una fase che dura un terzo della vita


Il primo intervento è stato quello della dott.ssa Cristina Cimenti, ginecologa. La menopausa arriva in media intorno ai 51 anni e si conferma dopo dodici mesi senza mestruazioni. La transizione inizia però già verso i 40 anni e può durare a lungo. Dopo restano circa trent’anni, un terzo della vita: «è questo il tempo di salute di cui ci occupiamo».

Ogni donna vive questo passaggio a modo suo. Le vampate, per esempio, accompagnano una donna su due per quattro o cinque anni e una su quattro per molto più tempo. Quando sono intense, soprattutto di notte, sono legate a un rischio cardiovascolare e a un declino cognitivo maggiori. Cambia anche la vita sessuale, ma «è un cambiamento, non la fine».

Ampio spazio è andato alla terapia ormonale sostitutiva, che resta la terapia più efficace per i disturbi della menopausa. La fiducia nella terapia era crollata negli anni Duemila dopo uno studio americano, condotto però su donne con un’età media di 63 anni. Oggi ci sono nuove molecole e nuove indicazioni, e si parla di una terapia su misura. Si parte dalla persona e dai suoi sintomi, si valutano cuore, ossa e rischio oncologico, poi si sceglie la via di somministrazione: compresse, gel, cerotti, spray o via vaginale.

Conta molto il momento in cui si inizia: i benefici sono massimi entro dieci anni dall’ultimo ciclo, preferibilmente prima dei 60 anni. In caso di menopausa precoce, la terapia è fortemente raccomandata anche senza sintomi. Non c’è una scadenza fissa: la terapia si rivaluta ogni anno con il ginecologo. Esistono anche situazioni in cui non può essere prescritta, ed è per questo che la scelta va fatta caso per caso. Il messaggio finale: la terapia non va temuta né banalizzata, e da sola non basta.


Il cuore delle donne


«Ascolta il tuo cuore» è stato l’invito della dott.ssa Alba Eleonora Milanese, cardiologa e responsabile della Cardiologia del Centro Medico Esperia. Proprio dal confronto con il tumore al seno è partita la cardiologa: le donne temono soprattutto quello, ma il rischio per il cuore è molto più alto e spesso viene sottovalutato. In uno studio su oltre 5.500 donne:

  • il 43% lo considerava un problema maschile;
  • il 30% si riteneva a basso rischio pur avendo fattori critici;
  • il 31% considerava i lavori domestici come attività fisica.

Prima della menopausa gli estrogeni fanno da «ombrello»: migliorano il profilo del colesterolo, la sensibilità all’insulina e l’elasticità delle arterie. Con il loro calo il rischio cresce, e dopo i 65 anni quello femminile supera quello maschile. Per le donne alcuni fattori pesano di più:

  • fumo: basta un terzo delle sigarette di un uomo per avere lo stesso rischio;
  • diabete: annulla i vantaggi femminili;
  • pressione alta e sale: le donne sono più sensibili al sodio.

Contano anche la storia ostetrico-ginecologica, come l’ovaio policistico, il diabete in gravidanza o la menopausa precoce, e alcune malattie infiammatorie croniche.

La cardiologa ha poi sottolineato che nella donna i sintomi di un problema coronarico possono essere diversi da quelli classici. Può mancare il dolore al petto e comparire invece nausea, disturbi gastrici, mancanza di respiro, cardiopalmo, debolezza o dolore a schiena, collo e mascella.

La prevenzione va iniziata prima della menopausa e passa dai tre lati di un «triangolo del benessere»: alimentazione equilibrata, attività fisica costante e un sonno di sette-nove ore. Per l’attività fisica le linee guida indicano:

  • 150-300 minuti a settimana di attività aerobica moderata;
  • esercizi di forza almeno due volte a settimana;
  • stretching regolare.

Prima di iniziare un nuovo programma è sempre bene sentire il proprio medico.


Le ossa dopo la menopausa


Il dott. Claudio Taboga, endocrinologo, ha spiegato perché il calo degli estrogeni porta a una perdita di tessuto osseo, una vera «complicanza» della menopausa. Il fenomeno è molto diffuso: in uno studio italiano su oltre 3.200 donne in postmenopausa, il 36,6% aveva l’osteoporosi e il 51% l’osteopenia.

La densitometria ossea è indicata quando ci sono fattori di rischio, come una frattura da osteoporosi della madre, una menopausa prima dei 45 anni o una forte magrezza. Ma, ha osservato lo specialista, è un esame «molto eseguito e spesso mal interpretato». Anche il dosaggio e l’integrazione della vitamina D sono riservati a casi selezionati. Molte donne la assumono comunque, in dosi e modi diversi, mentre il calcio viene integrato meno spesso, anche quando l’alimentazione ne è carente. La regola è una sola: esami e terapie vanno consigliati dal medico.


A tavola, età per età


La dott.ssa Marina Armellini, dietista, ha accompagnato il pubblico attraverso le diverse fasi della vita. Ha dedicato particolare attenzione alle fibre: un ampio studio commissionato dall’OMS ha mostrato che ogni 8 grammi in più al giorno si associano a una riduzione tra il 5% e il 27% dell’incidenza e della mortalità per infarto, diabete e tumore del colon. L’obiettivo è almeno 25-29 grammi al giorno, presi da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, non dagli integratori. Con esempi concreti di menu, la dietista ha mostrato che bastano piccole sostituzioni per arrivare a questa quota.

Tra i 40 e i 50 anni il grasso tende a spostarsi verso l’addome e la massa muscolare diminuisce. Per questo molte donne dicono «mangio come sempre, ma ingrasso». Non esistono però alimenti o integratori capaci di «sciogliere» la pancia della menopausa. Conta invece proteggere i muscoli con un apporto adeguato di proteine distribuito durante la giornata, insieme a vegetali, fibre e grassi di qualità. Altrettanto importante è un’alimentazione consapevole: sedersi a tavola con calma, mangiare lentamente, tenere orari regolari, evitare di spizzicare e ridurre l’alcol.


Cultura e narrazione come alleate della salute


A chiudere la serata è stata la dott.ssa Nicoletta Suter, esperta di medicina narrativa, con una domanda: «Sinergia possibile?». Partendo dall’approccio della salutogenesi, che si chiede che cosa crea salute invece di che cosa causa la malattia, ha ricordato le evidenze raccolte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sul ruolo delle arti nel benessere. Ha anche presentato la «prescrizione sociale e culturale», che indirizza le persone verso attività artistiche e culturali del territorio.

Tra i suggerimenti, da adattare «su misura»:

  • ritagliarsi piccoli spazi di cura di sé ogni settimana;
  • ridurre il tempo davanti agli schermi;
  • leggere e scrivere di sé;
  • frequentare biblioteche, mostre e concerti;
  • partecipare a gruppi di lettura o di cammino.

Ogni nuova abitudine richiede all’inizio fatica, ma dopo tre o quattro settimane diventa piacevole. «La cultura, le arti, la narrazione non sono accessori».