Test da sforzo

Il test da sforzo, test  cardine della diagnostica cardiologica non invasiva, è un esame che consente di studiare il funzionamento del cuore quando viene sottoposto a uno sforzo fisico, consentendo di accertare la presenza di problemi al cuore che non emergerebbero in condizioni di riposo. 
Consiste nella registrazione continua di un elettrocardiogramma durante uno sforzo controllato e di intensità graduale da parte del paziente ( pedalando su una cyclette o camminando su una pedana inclinata). Lo sforzo provoca un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa e determina una maggiore richiesta di sangue da parte del cuore.

Indicazioni 
Durante il test da sforzo si valutano gli eventuali disturbi riferiti dal paziente  e/o modificazioni elettrocardiografiche unitamente alla capacità funzionale del paziente.
Nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica nota o sospetta l’esame fornisce informazioni relative alla riserva coronarica, ossia il corretto flusso di sangue attraverso le coronarie-  i vasi che irrorano il cuore- durante sforzo.
Il test è inoltre utile per valutare il comportamento della frequenza cardiaca, della conduzione atrio-ventricolare e ventricolare e di eventuali aritmie atriali e ventricolari durante sforzo.

Come si svolge
Il test da sforzo è una metodica sicura se condotta nel Laboratorio di Ergometria secondo i protocolli standard. Prima dell'esame viene solitamente richiesta al paziente la firma del cosiddetto “consenso informato”, un documento che elenca indicazioni, modalità di esecuzione e possibili complicanze della prova da sforzo.
L’Infermiera Professionale applica al torace del paziente degli elettrodi, ossia piccoli dischi metallici collegati a fili connessi a loro volta ad un monitor sul quale vengono visualizzati i battiti cardiaci. Il paziente viene poi invitato a pedalare su una cyclette, con livelli di sforzo crescenti, aumentando progressivamente la resistenza dei pedali.

Durante l'esame l'attività cardiaca viene tenuta costantemente sotto controllo, dal medico e dall'infermiere, attraverso il monitoraggio elettrocardiografico,  la rilevazione ad intervalli regolari della pressione arteriosa, mediante sfigmomanometro a bracciale e la valutazione degli eventuali sintomi riferiti dal paziente.
Una volta intrapreso il test, in genere l’esercizio continua fino a quando il numero di battiti raggiunge l'80/90 per cento dei valori massimi previsti per età e sesso o si verifica l'esaurimento muscolare; il test è interrotto prima solo se il respiro diventa troppo affannoso, se compare dolore al torace, se si hanno vertigini, se nell'elettrocardiogramma sono registrate anomalie significative, se i valori della pressione arteriosa diventano troppo alti o troppo bassi.
Molto importante è anche la fase successiva all'attività più intensa, detta fase di recupero, in cui si esegue un movimento sempre meno intenso fino a recuperare gradualmente lo sforzo. Di solito tale fase dura 5 minuti circa.

Durata
La prova ha una durata complessiva di circa 20 minuti e viene effettuata in ambienti (Laboratorio di Ergometria) attrezzati a fronteggiare anche eventuali complicanze. Può essere interrotta dal medico in qualsiasi momento fosse necessario (esistono criteri clinici e strumentali di arresto standardizzati), ma anche su richiesta del paziente.

Norme  di preparazione
Il paziente deve essere a digiuno da almeno 3 ore. Non deve aver assunto the o caffè o aver fumato il giorno dell’esame. Per l’esecuzione dell’esame è necessaria una richiesta scritta da parte del Medico Curante o del Medico Specialista.
La sospensione di una eventuale terapia è a discrezione del medico che richiede l’esame.
E’ consigliabile un abbigliamento adatto all’esecuzione di un esercizio fisico.
Utile esibire documentazione medica in possesso del paziente.

Controindicazioni
Il medico cardiologo esegue, prima di procedere al test, una valutazione del paziente unitamente alla documentazione medica esibita, per evidenziare eventuali controindicazioni.
Il test da sforzo non è assolutamente indicato in alcuni casi, come nello scompenso cardiaco con disturbi non controllabili con i farmaci,  infarto miocardico da meno di 48 ore, angina instabile, alcune situazioni di irregolarità del battito cardiaco,
stenosi aortica severa sintomatica, miocardite o pericardite in fase acuta, 'aneurisma aortico oppure in caso di malattie infettive in corso.